Prima intervista per la nostra rubrica A tu per tu con… per conoscere il magico mondo dello scouting. Non potevamo non iniziare con il nostro Presidente Carlo Jacomuzzi; chi meglio di lui può inaugurare una rubrica del settore in cui lo si può facilmente collocare tra i “maestri”. Uomo di mondo che ha calcato campi in ogni dove, dalla piccola periferia ai grandi stadi in giro per il globo alla ricerca dei migliori talenti.

Buon pomeriggio Carlo, sei presidente di A.I.O.C. quali sono i presupposti con i quali è nata l’idea di creare una associazione per gli osservatori calcistici?

Era tempo che si parlava di fondare una Associazione di osservatori di calcio in Italia, cosi la pandemia e l’impossibilita di frequentare gli stadi ha fatto si che un gruppo di amici professionisti del settore hanno deciso di riunirsi in AIOC (Associazione Italiana Osservatori Calcistici) per dare voce e visibilità alle numerose persone che tutti i giorni vanno sui campi a svolgere il lavoro di “scouting “ e poter entrare a far parte dei “ LAVORATORI DEL CALCIO “ con tutti i benefici che ciò comporterà in un prossimo futuro.

Come si compone A.I.O.C. e quali finalità si propone di perseguire?

Il Consiglio Direttivo è composto da 7 consiglieri che settimanalmente si confrontano in video conference per elaborare iniziative e programmare il futuro come il riconoscimento da parte della FIGC , rientrare in presenza negli stadi e poter essere inseriti come “lavoratori del calcio” in ambito federale e societario. AIOC si avvale anche di alcuni collaboratori che permettono la realizzazione dei servizi agli associati.
Tra gli obiettivi dell’Associazione vi è la costituzione di un contratto federale e il riconoscimento di benefici pensionistici come giá accade per le altre figure inserite nelle società calcistiche (Direttori Sportivi e Segretari).
È di grande importanza per l’associazione essere riconosciuti dalla FIGC come parte integrante del mondo del calcio e poter lavorare in collaborazione con il CT federale .

Quanti iscritti avete coinvolto attualmente e quali sono le modalità ed i requisiti di idoneità per iscriversi?

Ad oggi contiamo oltre 120 associati e speriamo di incrementarne ulteriormente con la riapertura degli stadi e la possibilità di ripristinare incontri e dialoghi con colleghi; è molto importante avere una forte adesione per raggiungere gli obbiettivi che ci siamo prefissati. Per le adesioni ci sono dei requisiti da rispettare come da Statuto pubblicato sul sito dell’Associazione, su cui sono inoltre consultabili le modalità di iscrizione. A breve integreremo con form online per semplificare processo di iscrizione.

Per quale motivo un osservatore dovrebbe associarsi?

Per raggiungere i nostri obbiettivi come la presenza negli stadi, il riconoscimento di lavoratori del calcio ed il contratto-tipo con benefici pensionistici bisogna lavorare tanto e contare sul supporto di molti iscritti al fine di rappresentare davvero la categoria agli occhi degli organi decisori. L’Osservatore che deciderà di iscrivendosi potrà rafforzare la posizione dell’Associazione nei confronti delle Istituzioni, potrà inoltre usufruire dei servizi che AIOC offre mediante accordi di partnership con aziende del settore.

Cosa può fare chi vuole sostenere A.I.O.C.?

Compito primario degli Associati è partecipare attivamente con consigli e iniziative per migliorare l’Associazione scrivendo sul nostro sito e vivendo attivamente il nostro progetto.
Inoltre sarà importantissimo associare i tanti Osservatori dei settori giovanili che rappresentano una quota importante e, di fatto, risultano i più bisognosi di assistenza e tutela da parte nostra, nonché svolgono un lavoro tanto oscuro quanto importante nell’individuazione di futuri calciatori.

Come hanno reagito le istituzioni calcistiche di fronte alla nascita di questa Associazione e quali passaggi sono stati fatti finora per aprire un dialogo con le stesse?

Fortunatamente, nonostante la pandemia, abbiamo avuto la grande opportunità di presentarci in una video conference al Presidente Gravina che si è dimostrato molto interessato alla nostra iniziativa e si è detto disponibile a seguire la crescita di AIOC.
Abbiamo instaurato contatti con il Centro Tecnico di Coverciano e speriamo nel breve di approfondire con loro i programmi per sviluppare sinergie comuni per chi volesse intraprendere questo mestiere.
Le maggiori testate giornalistiche sportive hanno dato spazio e divulgato la nascita dell’Associazione dimostrando la volontà di dare voce ad AIOC.

Veniamo alla tua storia personale, quando e come hai iniziato a fare il lavoro di osservatore?

Dopo aver finito la carriera da calciatore, sono rimasto nel calcio come Direttore Sportivo collaborando con club come Torino, Novara, Roma, Napoli, Atalanta e Modena. Ho deciso poi di dedicarmi all’attività di Osservatore poichè la parte migliore del calcio è viaggiare per i campi del mondo alla ricerca di talenti. Questo mi ha permesso di estendere il network di conoscenze ed ha aperto la porta a collaborazioni con club di Premier League (Chelsea e Everton).

Quali difficoltà hai trovato nel corso del tuo cammino?

Quando uno mette tutto se stesso nel lavoro, le difficoltà diventano sfide da superare. Un grosso ostacolo è stato la crescita di potere dei procuratori ed il loro rapporto diretto con i Presidenti delle società che ha creato difficoltà agli scout nel concretizzare la mole di lavoro prodotto.

C’è qualcuno cui sei particolarmente legato nel corso de tuo cammino professionale?

Ho avuto l’opportunità di collaborare con persone di spessore nel settore. A Roma con Bruno Conti, a Bologna con Zanzi, alla Fiorentina con il sig. Bianchi, a Parma con Larini e poi rivolgendomi all’estero con Frank Arnesen al Chelsea e all’Everton con Steve Walsh prima e Marcel Brandt poi.

Che differenze riscontri nello svolgimento della professione tra un osservatore di un club straniero che lavora in Italia ed un osservatore di un club italiano ?

Non ci sono grandi differenze sul tipo di lavoro, però in Inghilterra il lavoro degli Scout è parte integrante della vita del Club mentre in Italia non sempre è cosi. E’ qui che noi dovremmo migliorare e farci apprezzare sempre di più soprattutto nei settori giovanili.

Un consiglio che daresti a chi decide di approcciarsi a questa professione?

Viaggiare molto, sporcarsi le scarpe nei campetti di periferia, avere tanta passione e prepararsi a fare fatica e sacrifici. Ma ne vale la pena!

Quali sono i prossimi obiettivi a breve termine nell’agenda dell’Associazione?

I primi obbiettivi sono il rientro negli stadi in sicurezza, un nuovo e importantissimo incontro con il Presidente federale, con le leghe e poi possibilmente con il Governo per evidenziare il nostro interesse di diventare a tutti gli effetti lavoratori del calcio, affermando l’importanza del nostro lavoro in seno alle Società di tutte le categorie e a tutti i livelli. Oltre a questi obiettivi istituzionali, AIOC vuole fornire ai propri Associati servizi utili per migliorare le proprie condizioni di lavoro e competenze.

Con le istituzioni state discutendo della possibilità di riservare un numero di accrediti per consentire ai professionisti associati di assistere a determinati eventi come avviene per gli iscritti all’albo dei giornalisti?

Si, abbiamo instaurato una collaborazione con la Lega Serie A che riserverà alcuni accrediti agli iscritti AIOC per permettere loro di svolgere il lavoro in sicurezza, consentendo quindi agli Osservatori accreditati di tenersi aggiornati.

Grazie Carlo ed in bocca al lupo per questa iniziativa fondamentale per tutti gli scout in Italia e non solo.